3. Tipo di QSO

Nell'ambito della telegrafia radioamatoriale, distinguerei 5 tipi principali di QSO, raccogliendo in una sesta categoria tutti i QSO che non rientrano nei tipi principali:

  1. Standard
  2. DX
  3. Pile up
  4. Contest
  5. Conversazione (ragchewing)
  6. Atipico

3.1 QSO standard

In un QSO standard si scambiano le informazioni principali che sono:

  • nominativo
  • rapporto di ricezione
  • nome
  • QTH (località dalla quale si trasmette)

Spesso, si scambiano ulteriori informazioni:

  • condizioni operative
  • condizioni meteorologiche

Infine, più raramente si scambiano alcune informazioni personali:

  • età anagrafica
  • anzianità di servizio radioamatoriale
  • matricola di appartenenza a club o associazioni di radiotelegrafisti

Operativamente, nel QSO standard si usano un piccolo sottoinsieme di abbreviazioni e codici Q e si rispetta un protocollo preciso. Sono cose semplici ma un po' lunghe da descrivere, preferirei parlarne in un paragrafo o articolo ad hoc.

Il QSO standard è molto praticato, per cui apparentemente molto apprezzato da una grande quantità di radioamatori. Credo che questo successo sia dovuto all'estrema ripetitività. In effetti, ci si riferisce a questo tipo di QSO come "rubber-stamp QSO", cioè QSO a timbro, proprio per indicare questa ripetitività. Con queste caratteristiche, potremmo pensare che sia un tipo di QSO molto noioso, e a mio parere lo è. E allora perché il rubber-stamp QSO è così diffuso e apprezzato?

Beh, le capacità per gestire collegamenti tutti uguali con pochissimo scambio di informazione si acquisiscono relativamente in poco tempo, è sufficiente una velocità di trasmissione (e soprattutto di ricezione) molto bassa, basta conoscere poche abbreviazioni, si presta bene ad usare decoder e a trasmettere messaggi pre-memorizzati con il computer, richiede uno scarso uso delle facoltà intellettuali, anzi, meno si usa il cervello, meno si commettono errori. Non capitemi male, il fatto che non si debba usare l'intelligenza, è un pregio, non un difetto, infatti applicare al 100% protocollo e regole facilita il successo del QSO. La comunicazione telegrafica tra radioamatori si basa in gran parte su questo concetto. In questo modo si aggiungono righe al logbook una dietro l'altra e poi ci si può vantare in sezione ARI con gli amici, o nella ruota in ottanta metri: "Ho messo a log duemila QSO in CW solo quest'anno, e sono tutti QSO veri con nome e QTH, non come fanno certi che si passano cinque-nove-nove e via..." OK, complimenti.

Dico sempre che ognuno è libero di fare quello che gli pare, quindi ben venga il rubber-stamp QSO. Ne faccio tanti anch'io, di solito perché li subisco, ma spesso anche perché le condizioni di propagazione non mi permettono di andare oltre, perché voglio fare un po' di radio ma ho poco tempo o, magari, perché sono solo pigro. Se voleste permettermi di dare un suggerimento, basato sulla mia esperienza personale, sui messaggi che ricevo via email e scritti sulle cartoline QSL, vi direi di provare ad andare oltre, a scambiare qualche semplice informazione "non standard". Tutto sarà lento e faticoso, certo, almeno le prime volte, e qualche volta il vostro tentativo verrà semplicemente ignorato, ma altre volte potreste essere meravigliati da quanta simpatia, solidarietà, senso di vicinanza e amicizia si possa sviluppare attraverso la telegrafia. Mi raccomando, come cercavo di dirvi nella prima parte di questa serie, siete voi che dovete farvi capire, non è sufficiente trasmettere codice chiaro e pulito, dovete adattare la vostra trasmissione alle capacità del vostro corrispondente, agli argomenti trattati, e alle condizioni di propagazione delle onde elettromagnetiche, e il vostro corrispondente farà altrettanto. Ora si che stiamo parlando di comunicazione in telegrafia, non di mettere a log i QSO.

3.2 QSO a lunga distanza (DX)

In un QSO a lunga distanza, se si valuta che le condizioni del canale di comunicazione siano sufficientemente buone, si può procedere come nel QSO standard. Tuttavia, accade spesso che il canale sia affetto da disturbi che rendono difficoltosa la comunicazione, quali:

  • interferenze (QRM)
  • rumore atmosferico (QRN)
  • evanescenza (QSB)

In tal caso si limitano le informazioni scambiate ai soli primi quattro elementi, e cioè: nominativo, rapporto di ricezione, nome e QTH. La criticità delle condizioni del canale di comunicazione possono portare a ridurre questo set ai soli primi tre elementi o, addirittura solo ai primi due elementi in cui il rapporto di ricezione, per convenzione, potrebbe diventare "5NN", alias di "599", anche se la comprensibilità, il segnale e la qualità della portante sono decisamente scarsi, per cui un 599 non sarebbe veritiero. Questa è una pratica accettata, ma da usarsi con parsimonia in quanto distorsiva del significato di "rapporto di ricezione". Nelle situazioni di difficoltà, anche i convenevoli sono molto ermetici: Si inizia con un semplice "GM", "GA", "GE" o "GN" e si chiude con "73 TU". 

Succede anche che tutto sia al rovescio; poco tempo fa, in un collegamento DX con un australiano, abbiamo cominciato a discutere dei ristoranti tipici piemontesi in Valle Susa, nonostante il QRM, il QRN, il QSB e, soprattutto, la dieta...

3.3 Pile up

Il pile up ("ammucchiata") si compone di una stazione radioamatoriale considerata rara (il cosiddetto DX) e una moltitudine di altre stazioni che la vogliono collegare. Le informazioni che si scambiano nel QSO sono:

  • nominativo
  • rapporto di ricezione, che è "5NN" nel 99% dei casi

L'operatore DX detta le regole del gioco che bisogna sempre rispettare scrupolosamente. Questo comporta che, se il pile up è già formato, bisogna necessariamente ascoltare qualche QSO prima di rispondere alla chiamata del DX.

Premetto che "chiamare una stazione DX" significa rispondere alla sua chiamata trasmettendo solo ed esclusivamente il proprio nominativo. In particolare, non bisogna assolutamente trasmettere il nominativo della stazione DX e l'abbreviazione DE. Il nominativo del DX lo sappiamo già tutti, ritrasmetterlo crea solo confusione (pensate se centinaia o migliaia di stazioni ripetessero il nominativo del DX, che rumoraccio ne risulterebbe? E a cosa servirebbe?) Non si trasmette DE sia perché, in questo caso, sarebbe inutile, sia perché potrebbe essere scambiato per una parte del vostro nominativo, facendovi fallire la comunicazione. L'abbreviazione DE è una parola chiave molto utile solo se si usa nelle situazioni previste.

Ma come chiama un DX? Com'è fatta la sua chiamata? Il DX, all'inizio delle operazioni e di tanto in tanto, fa una chiamata standard che inizia con il segnale di chiamata CQ, eventualmente ripetuto, l'indicazione del proprio nominativo, di solito ripetuto un'altra volta. La chiamata potrebbe terminare qua (chiunque può rispondere) oppure può essere seguita da altre informazioni come l'area geografica autorizzata a rispondergli (EU, per noi europei, oppure AF, OC, NA, SA, AS, o magari JA per il Giappone, DX per stazioni fuori dal suo continente, e così via).

Inoltre, il DX può operare isofrequenza (cioè, i corrispondenti rispondono sulla stessa frequenza del DX) o split (i corrispondenti trasmettono su frequenza diversa rispetto a quella del DX). In questo ultimo caso, il DX fa seguire al proprio nominativo le istruzioni che possono essere (qui di seguito chiamo fDX  la frequenza su cui trasmette la stazione DX, mentre f è la frequenza su cui possiamo trasmettere noi):

UP: "chiamatemi su una frequenza più alta di almeno 1 kHz rispetto alla mia" (per es. se fDX = 14,025 MHz, allora f ≥ 14,026 MHz; frequenze come 14,0263 MHz o 14,0269 MHz vanno bene)

UP Δf: "chiamatemi su una frequenza più alta di almeno Δf kHz rispetto alla mia" (per es. se il DX trasmette su fDX = 14,025 MHz e, alla fine della sua chiamata indica "UP 2", allora f deve essere maggiore o uguale a 14,027 MHz; esempi di frequenze di risposta corrette sono 14,0274 MHz o 14,0281 MHz)

DN: "chiamatemi su una frequenza più bassa di almeno 1 kHz rispetto alla mia" (per. es se fDX = 14,025 MHz, allora f ≤ 14,024 MHz; frequenze come 14,0235 MHz o 14,0231 MHz vanno bene)

DN Δf: "chiamatemi su una frequenza più bassa di almeno Δf kHz rispetto alla mia"

L'interesse del DX, e di tutti quelli che lo vogliono collegare, è che i moltissimi segnali di risposta non si sovrappongano ai suoi segnali, e che i moltissimi segnali di risposta siano abbastanza "sparpagliati" in modo da risultare comprensibili (non c'è modo di distinguere segnali di intensità simile se la frequenza delle portanti è la stessa). Quindi, quando il DX opera in split, per esempio UP 2, non vuole che i corrispondenti lo chiamino esattamente 2 kHz sopra, vuole che i corrispondenti lo chiamino su frequenze almeno 2 kHz sopra la sua, ma anche su frequenze più alte. Quanto più alte? Ascoltando, mi accorgerò di quanto sia larga l'occupazione di banda del pile up e sceglierò la mia frequenza convenientemente.

Il DX, di solito, non chiama con CQ. Le seguenti situazioni potrebbero ritenersi chiamate del DX, cioè potrebbero autorizzarci a rispondere inviando il nostro nominativo ma quale di queste condizioni il DX stia effettivamente utilizzando lo dovete scoprire voi ascoltando bene lui e gli altri partecipanti al pile up.

Possiamo trasmettere il nostro nominativo subito dopo che:

- il DX trasmette il proprio nominativo, se dopo non aggiunge altro

- il DX trasmette UP (oppure DN) seguito o meno dall'indicazione numerica dell'offset di frequenza espresso in kHz, se dopo non aggiunge altro

- il DX trasmette l'indicazione geografica dell'area da cui vuole ricevere le risposte (in questo caso possiamo trasmettere solo se apparteniamo a quell'area geografica), e non trasmette altro

- il DX trasmette TU al termine di un QSO, e non trasmette altro (qui bisogna fare molta attenzione, potrebbe trasmettere TU saltuariamente seguito da altre informazioni)

- il DX trasmette CQ, QRZ o QRZ?

Attenzione, non dobbiamo trasmettere quando:

- il DX trasmette lettere o numeri (seguiti o meno dal punto interrogativo "?") non contenuti nel nostro nominativo.

- il DX trasmette 5NN se prima non ha trasmesso il nostro nominativo o parte di esso

- il DX trasmette QRX o <AS>

- il DX ha trasmesso un altro nominativo

- il DX è impegnato in un QSO con qualcun altro finché non trasmette TU o fa una nuova chiamata; vietatissimo cercare di inserirsi nelle pause tra le trasmissioni del DX e quelle del suo corrispondente

- il DX trasmette il nostro nominativo seguito da QRX; questo vuol dire che ci stiamo comportando male, è il momento di ascoltare bene e capire cosa abbiamo sbagliato prima di riprendere a trasmettere, o possiamo dimenticarci di ricevere la QSL anche se dovessimo mai ricevere un 5NN

- il DX ha chiamato un'area geografica in cui noi non ci troviamo

- il DX indica QRP nella sua chiamata, se noi non abbiamo una potenza pari o inferiore a 5 W.

Bisogna fare molta attenzione a non trasmettere sulla frequenza del DX quando questi operi in split (ce ne accorgiamo subito perché dopo ogni nostra trasmissione decine di stazioni ci rispondono UP UP UP tutte insieme) e a disattivare lo split appena abbandoniamo la frequenza del DX (a me qualche volta è successo di spostarmi di frequenza senza disattivare lo split e di essermi messo a chiamare CQ CQ, pensate che figuraccia ho fatto chiamando CQ sulla banda di frequenza d'ascolto del DX...)

3.4 QSO in contest

Nel QSO in contest, si scambiano:

  • nominativo
  • rapporto di ricezione che è sempre "5NN" nel 100% dei casi, quindi praticamente inutile, ma guai a trasmettere un RST diverso da 5NN! (Pochi contest non prevedono lo scambio del rapporto di ricezione, per esempio il CWT e quelli denominati SPRINT)
  • una informazione prevista dal regolamento del contest (abbastanza spesso consiste nel il numero progressivo del QSO nel corso del contest).

Il QSO in contest deve essere il più breve possibile rispettando le prescrizioni del regolamento date e pubblicate dagli organizzatori.

Il QSO in contest è sempre isofrequenza. In contest non sono ammessi collegamenti in SPLIT, cross-band e cross-mode (significa che frequenza e modo di trasmissione dei due corrispondenti devono essere esattamente gli stessi).

I dettagli su come trasmettere in contest dipendono in maniera troppo specifica dal regolamento del contest, quindi preferisco parlarne in articoli dedicati.

3.5 Conversazione (ragchewing o chat)

La chiacchierata può iniziare come un QSO standard, ma poi va avanti in maniera naturale discutendo del più e del meno tra i due o più di due partecipanti, pertanto le informazioni scambiate sono variegate e imprevedibili. Le trasmissioni sono piuttosto lunghe e si usano le abbreviazioni telegrafiche e i segni di punteggiatura principali. La lingua convenzionale è l'inglese, che offre alcuni vantaggi di semplicità, ma si può utilizzare qualsiasi altra lingua comune tra i corrispondenti.

Vi sono due aspetti peculiari del QSO conversazionale:

  • la velocità di trasmissione è piuttosto alta (indicativamente 120 - 150 caratteri al minuto);
  • i corrispondenti copiano a mente, cioè non scrivono lettera per lettera quello che ricevono ma decodificano a mente scrivendo solo qualche breve appunto.

La conversazione in telegrafia Morse è una disciplina per telegrafisti ben preparati che si svolge con sorprendente efficienza e che dà notevoli soddisfazioni.

3.6 QSO atipico

Vi sono QSO in cui almeno uno dei corrispondenti ha natura o scopi diversi dal collegamento radioamatoriale. Ne sono esempio le comunicazioni in situazioni di emergenza, i comandi trasmessi a stazioni automatiche e le risposte di queste, diffusione di notiziari, bollettini o previsioni meteo (in questi ultimi tre casi non parliamo più di comunicazioni bilaterali ma, piuttosto, circolari) e così via. Tutte queste comunicazioni adottano protocolli particolari convenuti e condivisi preliminarmente tra i partecipanti. Io non me ne occupo in questa trattazione. 

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Avete già letto la prima parte di questo articolo Comunicare in telegrafia Morse. Parte 1: principi generali? E le Pillole di CW?

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Fonte: prodotto in proprio

Autore: ik1hge

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