Pillole di CW

La telegrafia dei radioamatori come si pratica oggi: istruzioni e consigli per l'uso

Tante volte, quella che in inglese viene chiamata "trasmissione", in italiano viene chiamata "passaggio". Ci occupiamo, dunque, di come riprendere a trasmettere in telegrafia quando il nostro corrispondente ha terminato una sua trasmissione di informazioni diretta a noi.

In Italia è obbligatorio per legge trasmettere all'inizio e alla fine di ogni trasmissione, oltre che ad intervalli massimi di 10 minuti, il proprio indicativo di chiamata. Quest'obbligo si realizza, normalmente, anteponendo al proprio nominativo il nominativo del nostro interlocutore (una volta sola), l'abbreviazione DE e, infine il nostro nominativo (una volta sola, a meno che non abbiamo bisogno di ribadirlo in quanto il corrispondente lo ha capito male). Esempio:

AI4YG DE IK1HGE = (seguono le informazioni che si vogliono trasmettere).

Il carattere = è il separatore, il prosign <BT> (ottenuto trasmettendo le lettere BT unite, cioè senza spaziatura tra di loro).  

Si usa anche iniziare la nostra trasmissione con un breve messaggio di conferma, normalmente la lettera R trasmessa una o due volte. Esempio:

R R AI4YG DE IK1HGE = (seguono le informazioni che si vogliono trasmettere).

Ogni tanto sento qualcuno iniziare con il prosign <VE>, che però ha un significato esteso: "messaggio ricevuto e verificato".

Per chiedere al corrispondente di attendere, per esempio perché dobbiamo scambiare qualche parola con un nostro famigliare o dobbiamo rispondere al telefono, possiamo inviare il prosign <AS>. Lo possiamo inviare un paio di volte così com'è o, se non abbiamo urgenza di interrompere la trasmissione, possiamo aggiungere DE e il nostro nominativo. Per es.:

Parliamo della risposta a chiamate generali o chiamate selettive. Quanto scriverò non si applica ai contest e alle risposte a stazioni DX molto ricercate. 

Si risponde a una chiamata generale in telegrafia trasmettendo il nominativo della stazione chiamante seguito da DE e dal proprio nominativo, preferibilmente ripetuto almeno una seconda volta. La regola d'oro è: si trasmette poche volte il nominativo dell'altra stazione (una volta sola è già abbastanza) e molte volte il proprio nominativo (almeno due volte o, al massimo, tre volte). Nei seguenti esempi, AI4YG è il chiamante mentre IK1HGE risponde a una chiamata indicativamente del tipo:

CQ CQ DE AI4YG AI4YG CQ K

Ecco alcune possibili risposte corrette:

Il segnale telegrafico di chiamata è CQ. Si tratta di una abbreviazione (della frase inglese "I seek you!"), non si tratta di un prosign, quindi le lettere C e Q non devono essere unite ma trasmesse distintamente applicando la regola di spaziatura delle lettere appartenenti alla stessa parola. Se il segnale di chiamata viene ripetuto, l'intervallo tra due segnali di chiamata successivi è quello che si applica tra parole successive (equivalente a 7 dits).

Al termine delle ripetizioni del segnale di chiamata si trasmette una sola volta l'abbreviazione DE che si traduce in italiano con la preposizione semplice "da". In effetti, non è strettamente necessario trasmettere DE ma ve lo consiglio fortemente perché annuncia che la prossima parola sarà il nominativo di chi sta trasmettendo.

Dopo DE si trasmette il proprio nominativo (anche chiamato "indicativo di chiamata"), preferibilmente ripetuto almeno una seconda volta. Tra le ripetizioni si attende almeno l'intervallo che si applica tra parole successive tuttavia una spaziatura leggermente maggiore non è sgradita e potrebbe essere indicata in alcune circostanze.

Arrivati a questo punto, qualche radioamatore inesperto vi dirà di chiudere la chiamata con PSE K ("please, send!") Si tratta di un'abitudine inutile e, secondo il mio modesto parere, irragionevole. Non è utile inviare l'abbreviazione PSE. Nessuno penserà che siamo maleducati se non la trasmettiamo. Anzi, l'abbreviazione PSE serve per altri scopi, per esempio per annunciare che si sta per chiedere un'informazione. Sarebbe più ragionevole sfruttare la posizione di chiusura della chiamata per ribadire o aggiungere informazione. Se, infatti, un eventuale corrispondente avesse captato solo la parte finale della trasmissione, conoscerebbe il nominativo di chi ha trasmesso ma non saprebbe nulla della natura della trasmissione stessa, cioè non potrebbe distinguere una chiamata da una trasmissione interlocutoria di un comune QSO perciò, nel dubbio, non risponderebbe mai ma attenderebbe una prossima trasmissione (se mai ci sarà) oppure, un po' maleducatamente, trasmetterebbe un punto interrogativo per stimolarvi a chiamare di nuovo. Una maniera più ragionevole ed efficace di chiudere una chiamata generale, che risolve brillantemente il problema della ricezione parziale, è: CQ K. Esempio:

Per essere trasmesse in telegrafia le cifre da 0 a 9 richiedono un tempo di trasmissione generalmente molto lungo rispetto ai caratteri dell'alfabeto. Inoltre, soprattutto quando si trasmettono numeri composti da molte cifre, è facile confondersi e commettere errori. Per risparmiare tempo e per ridurre la probabilità di commettere errori, quando risulti chiaro dal contesto (o sia esplicitamente dichiarato) che si stiano trasmettendo solo ed esclusivamente numeri, è possibile sostituirli con le loro abbreviazioni. In campo radioamatoriale si usano solo ed esclusivamente le seguenti abbreviazioni dei numeri:

Cifra Abbreviazione Casistica
0 T Uso generale
0 O Uso generale. Sì, esistono due diverse abbreviazioni per lo zero e non è chiaro quando preferirne una all'altra.
1 A Solo nell'exchange in contest (cioè nel numero progressivo, età, potenza, anno di licenza, etc., a seconda del contest)
5 E Solo ed esclusivamente in contest per esprimere l'RST in questa forma: ENN. Non si usa in nessun'altra occasione)
9 N Uso generale

Esempi di uso tipico delle abbreviazioni dei numeri: