1. Introduzione

Condivido le mie note sulla comunicazione radiotelegrafica Morse. Questo non è un manuale di telegrafia ma solo una raccolta di considerazioni e consigli che vi propongo forzando con imbarazzo la mia consapevolezza di grafista di modesta abilità affinché, spero, possiamo tutti riflettere sulle nostre pratiche e eventualmente migliorare l'efficacia e l'efficienza delle nostre comunicazioni. Ho scritto "possiamo", certo, perché gran parte di quanto state per leggere è, ahimè, anche frutto di autocritica...

2. Principi generali

Qualsiasi sia la nostra motivazione, il QSO, inteso come collegamento tra due stazioni radioamatoriali, si basa sulla condivisione di informazione. D'altronde, il termine "comunicazione" è legato al verbo latino "communico",  che significa "mettere in comune"; mettere in comune cosa? Informazione! Se ci pensate bene, se non c'è trasferimento di informazione allora non esiste alcuna comunicazione. Appurato questo aspetto apparentemente banale, a noi interessa il QSO in cui sussista una comunicazione almeno bilaterale, cioè uno scambio completo di informazione tra i due corrispondenti.

Come approfondiremo più avanti, a seconda della natura delle informazioni che si scambiano in telegrafia, esistono diversi tipi di QSO, ognuno con le sue modalità. Qualunque sia il tipo di QSO, alcuni importantissimi principi generali sono sempre validi. Tra tutti, ne scelgo uno che secondo me è il principio fondamentale:

quello che ho comunicato è quello che l’altro ha capito.

Il mio duplice obiettivo è quindi:

  • come emittente, devo fare in modo che il ricevente capisca esattamente le informazioni che io voglio comunicargli;
  • come ricevente, devo capire esattamente le informazioni che l'emittente vuole comunicarmi.

Dal punto di vista pratico, dunque, possiamo provare a suddividere i principi generali relativi alla trasmissione da quelli legati alla ricezione.

In trasmissione devo:

  • essere facilmente comprensibile e quanto più possibile chiaro
  • essere prevedibile
  • comportarmi correttamente ed educatamente

In ricezione devo:

  • avere risorse strumentali e capacità tecniche adeguate
  • avere capacità di decodifica e operative adeguate al tipo di QSO e al mio corrispondente
  • annotare e usare correttamente le informazioni che apprendo

Approfondiamo prima questi requisiti fondamentali per poi addentrarci nei dettagli dei diversi tipi di QSO.

Tab. 1 - Codice Morse corrispondente alle lettere e ai numeri (  corrisponde al dah; · corrisponde al dit)
 Carattere  Codice    Carattere  Codice
A ·–   N –·
B –···   O
C –·–·   P ·––·
D –··   Q ––·–
E ·   R ·–·
F ··–·   S ···
G –·   T
H ····   U ··–
I ··   V ···–
J ·–––   W ·––
K –·–   X –··–
L ·–··   Y –·––
M   Z ––··
         
Numero Codice   Numero Codice
0 –––––   5 ·····
1 ·––––   6 –····
2 ··–––   7 ––···
3 ···–   8 –··
4 ····–   9 –·

2.1 In ricezione

2.1.1 Devo essere facilmente comprensibile e quanto più possibile chiaro

Nella comunicazione in telegrafia radioamatoriale, per scambiare informazione, devo rispettare alcune regole che riassumo in una sola frase:

uso il codice Morse con le sue regole e convenzioni attuali.

Il codice Morse è costituito da un insieme di brevi trasmissioni della sola portante di durata,  durata degli intervalli e ordine ben determinati in base all'informazione che si vuole comunicare. In particolare, la trasmissione di durata lunga (che chiamiamo "dah") deve essere tre volte quella di durata breve ("dit"), l'intervallo tra due trasmissioni nello stesso carattere ha durata pari a un dit, l'intervallo tra due caratteri è pari a due dit, e così via.

Quando trasmetto devo fare di tutto per rispettare queste regole. Quanto più la mia trasmissione si discosta da queste prescrizioni, tanto meno la mia trasmissione diventa comprensibile, fino a farla collassare (cioè, nonostante le mie intenzioni, non esiste più comunicazione).  Il mancato rispetto delle prescrizioni può essere involontario (mancanza di conoscenza, incapacità fisica o mentale, inadeguatezza degli strumenti a disposizione, etc.) o volontario (per es. causato di proposito dell'operatore attraverso il tasto telegrafico verticale o tramite regolazione inconsistente della pesatura dei segni del manipolatore telegrafico elettronico o keyer, e così via).

Per rimediare in tutto o in parte alle cause involontarie sono necessari:

  • capacità autocritica per riconoscere i propri margini di miglioramento
  • studio e esercizio delle tecniche di trasmissione (su questo argomento ci sono tanti corsi sia in classe sia su internet, articoli, tutorial, video, libri, etc., tutto disponibile anche gratuitamente, basta cercare)
  • non eccedere le proprie capacità nella scelta della velocità di trasmissione (una buona regola pratica è mantenersi un 10% al di sotto della propria velocità massima di trasmissione)
  • un sistema di "feedback", ovvero un modo per ottenere un giudizio oggettivo e imparziale sulla comprensibilità e qualità della propria trasmissione telegrafica (ci vengono in aiuto tanti software di decodifica del CW, ma anche il registrarsi e riascoltarsi, come anche il giudizio di amici e corrispondenti, per quanto non perfettamente oggettivi e imparziali, possono essere utili)
  • analisi, regolazione, riparazione, eventuale sostituzione dei propri strumenti tecnologici (tasto telegrafico, keyer, trasmettitore, cavi di collegamento, connettori, alimentatori, etc.; bisogna fare molta attenzione alle regolazioni del tasto telegrafico, di qualsiasi tipo esso sia ma, in particolare, dei tasti meccanici semi-automatici)
  • tempo da dedicare all'apprendimento della tecniche di trasmissione (per molti, questa è una nota dolente ma se vogliamo migliorare, dobbiamo riuscire a trovare il tempo da dedicare alla telegrafia, magari a scapito di qualche QSO)
  • solidarietà e ingegno (mi vengono in mente le storie di telegrafisti che usano il tasto usando i piedi o altre parti del corpo in quanto non in grado di utilizzare le mani o la costruzione di congegni personalizzati per consentire la trasmissione da parte di persone con diversa abilità fisica e i corsi per persone con diversa abilità mentale)
  • Per quanto riguarda le cause volontarie di incomprensibilità, il discorso diventa un po' più complesso. Devo premettere che, secondo me, ognuno può fare quello che gli pare e, manifestando la mia opinione nel dare qualche consiglio, non voglio in alcun modo giudicare o criticare nessuno. Ciò premesso, ecco alcuni motivi volontari di deterioramento della qualità di trasmissione:

    • ci sono persone che non rispettano le prescrizioni perché vogliono che il proprio modo di trasmettere in telegrafia (detto "fist") sia ben connotato e quindi facilmente riconoscibile; per questo motivo modificano a piacimento i rapporti tra le durate dei segni telegrafici
    • qualcuno, non volendo comunicare con corrispondenti che usano decodificatori automatici per la telegrafia Morse, discosta artificiosamente la propria trasmissione dalle prescrizioni, compromettendo così la comprensibilità anche da parte di riceventi "umani"
    • molti riducono gli intervalli di pausa per rendere la propria trasmissione più veloce, per es. in contest
    • alcuni regolano le durate dei segni in maniera fantasiosa, semplicemente perché gli piace il suono ottenuto
    • a tanti grafisti., soprattutto a quelli che usano il tasto verticale, piace percepire una ritmica particolare nel suono della telegrafia e modificano la loro trasmissione per accentuare questa sensazione ritmica; bisognerebbe capire che ognuno ha una propria percezione che si può discostare enormemente dalla nostra per cui una trasmissione telegrafica è tanto meno comprensibile quanto più è personalizzata.

    Avendo a che fare con opinioni e convinzioni personali, non sarei capace di indicare una soluzione al problema della personalizzazione della trasmissione telegrafica. A chi si riconosca nella casistica che ho esposto, suggerisco di rendere predominante l'obiettivo di essere universalmente comprensibile; detto questo, sospetto che molti, a questo punto, abbiano in mente più argomentazioni polemiche che propositi di miglioramento di intellegibilità, quindi non insisto.

    2.1.2 Devo essere prevedibile

    Essere prevedibile significa non discostarsi dagli schemi, convenzioni, consuetudini e tradizioni del tipo di collegamento che si sta affrontando. Dobbiamo cercare di capire che sappiamo poco o niente delle condizioni tecniche, ambientali, culturali e di salute psico-fisica in cui il nostro corrispondente si trovi nel decodificare la nostra trasmissione. Al fine di facilitare il successo della comunicazione, necessito di agevolare il corrispondente nel riconoscimento del tipo di informazione che gli sto per inviare e della informazione stessa. Ci vengono in aiuto le abitudini e usanze, cui accennavo prima, che, anche se a volte non oggetto di standardizzazione internazionale, sono ampiamente diffuse e riconosciute. Quindi, se per esempio in un normale inizio di QSO il mio corrispondente si aspetta: nominativi, convenevoli, rapporto di ricezione, nome, QTH, nominativi, "K", mentre io inserisco nella trasmissione tutt'altro, tipo la mia matricola di appartenenza a un club, le condizioni meteo o i miei hobby, è probabile che la comunicazione fallisca in parte o del tutto. Inoltre, prima di trasmettere un elemento di informazione, preannuncio di cosa si tratti usando termini o abbreviazioni di uso comune in telegrafia: trasmetterò "RST" prima del rapporto di ricezione, "NAME" prima del mio nome, e "QTH" prima del nome della località in cui mi trovo. Non trasmetterò "RST" prima di ripetere il rapporto di ricezione che il corrispondente mi ha dato ma, casomai, "RPRT", anche se è meglio che io non ritrasmetta mai il rapporto di ricezione che mi è stato dato. Posso chiedere che mi venga ritrasmesso tante volte, ma io non lo ritrasmetterò. Parimenti, non trasmetterò mai "HANDLE" prima del mio nome, anche se in un inglese molto informale ha lo stesso significato di "NAME"; non trasmetterò "CITY" o "TOWN" prima del nome della mia località invece di "QTH", e così via.

    Nello schema di alcuni tipi di collegamento (QSO standard e chat) vi è spazio, a tempo debito, cioè poco prima dei saluti finali dopo aver trasmesso le mie condizioni di lavoro e la situazione meteo, per l'aggiunta di informazioni "impreviste"; rispettando la posizione per queste informazioni nello schema del QSO, è possibile che non vengano ricevute correttamente ma in nessun modo comprometterò le informazioni fondamentali già trasmesse, dunque non invaliderò il collegamento al fine della conferma mediante altra via di comunicazione (QSL) e di riconoscimenti e diplomi.

    Chi decide il tipo di informazioni da inviare? Lo decide chi ha fatto la chiamata iniziale, non lo decide chi ha risposto. Se chi ha chiamato passa solo il rapporto di ricezione, chi ha risposto fa altrettanto. Se l'appellante trasmette nome, QTH, condizioni di lavoro, meteo, il corrispondente trasmette a sua volta lo stesso tipo di informazioni, possibilmente nello stesso ordine. Aggiungere o togliere informazioni causa incomprensioni, richieste di chiarimento (trasmissioni con il punto interrogativo), rallentamento, prolungamento del QSO, rischio di fallimento della comunicazione (capita se, per esempio, a causa del prolungarsi del QSO per le richieste di chiarimento, dovesse cadere la propagazione prima di riuscire a completare lo scambio).

    2.1.3 Devo comportarmi correttamente ed educatamente

    Mi piacerebbe dire che non sia necessario chiarire questo concetto, ma quello che ascolto in radio quotidianamente mi costringe moralmente a scrivere qualche nota. Esistono in rete e pubblicati sulle riviste specializzate una moltitudine di galatei, decaloghi, codici deontologici, discussioni, commenti, lamentele, etc. etc. in qualsiasi lingua, forma e supporto informativo, ma siamo sempre allo stesso punto: scorrettezza e maleducazione regnano sulle nostre frequenze come nella vita al di fuori della radio. Sembra che i responsabili siano gli altri e che ciascuno di noi ne sia vittima. Quindi mi lamento ad alta voce, richiamo al rispetto e mi ritengo autorizzato ad insultare. In altre parole, il comportamento scorretto di alcuni, risulta nel comportamento scorretto di molti, incrementa il QRM fino a far fallire le comunicazioni. Anche e soprattutto in telegrafia, il mancato rispetto delle convenzioni comportamentali, ha un effetto deleterio sulla comprensibilità.

    Invece di proporre anch'io decaloghi, galatei e polemiche, provo a proporvi una prospettiva che spero troviate interessante. Provate ad elencare alcune situazioni in cui vi sentiate a disagio, cioè che siano fonte di qualche problema; in ognuna di queste situazioni vorrei che, dopo averle elencate, provaste a identificare:

    1. qual è il problema
    2. chi è/sono il disturbatore/i, chi è/sono la/le vittima/e
    3. qual è la frequenza con cui si verifica il problema (sempre, spesso, qualche volta, raramente, mai)
    4. qual è la gravità delle conseguenze del problema
    5. qual è la causa profonda alla radice del problema (la "root cause")

    A questo punto, potreste scegliere alcune delle situazioni più frequenti e/o con conseguenze più gravi e potreste pensare a:

    f.  cosa potreste fare per estirpare alla radice la causa del problema sia nel caso che foste voi il disturbatore (involontario) sia nel caso che veniste disturbati
    g.  cosa potreste fare, laddove la situazione di disturbo si verificasse nonostante tutto, per mitigarne la gravità delle conseguenze.

    Ecco un primo elenco di situazioni di disagio, giusto per incominciare a riflettere:

    • qualcuno si mette a chiamare "CQ CQ..." sulla frequenza in cui io sono in QSO e ignora le mie richieste di QSY
    • qualcuno chiede QRL? sulla frequenza in cui sto operando e poi si mette a chiamare CQ nonostante io abbia risposto più volte QSY
    • appare un forte tono di accordo isofrequenza con la portante del mio corrispondente o del dx raro
    • mentre sto facendo QSO, all'improvviso sento altri radioamatori che fanno QSO sulla stessa frequenza (accade tante volte in contest, ma anche nel corso di QSO ordinari)
    • il dx opera in split e viene chiamato isofrequenza da stazioni con segnali forti che coprono la stazione DX
    • nel pile up isofrequenza moti chiamano fuori tempo e coprono il dx
    • ho chiesto "QRL?", nessuno mi ha risposto, faccio un paio di chiamate e poi qualcuno mi chiede di spostarmi perché la frequenza era già in uso
    • chiamo alla velocità di 125 caratteri al minuto (cpm) e mi risponde qualcuno che va a solo 80 cpm
    • rispondo con i miei 80 cpm a qualcuno che chiamava a 125 cpm e lui non rallenta
    • rispondo a una stazione che mi ha passato solo il rapporto di ricezione e gli passo il mio nome e QTH ma lui mi ha liquidato con un 73 senza darmi il suo nome e QTH, anche se glieli ho chiesti diverse volte
    • sono in contest e qualcuno mi risponde ripetendo tre volte il suo nominativo, o passandomi nome e QTH, o inviandomi una lunga serie di convenevoli
    • il mio corrispondente mi invia una sfilza interminabile di informazioni ma io ho fretta e voglio chiudere il collegamento
    • trasmetto le informazioni di rito ma, al termine, il mio corrispondente non mi risponde più
    • il dx capisce parte del mio nominativo e mi chiede di completarlo ma risponde qualcun altro che non ha quelle lettere nel nominativo e il dx dà retta a lui invece che a me

    In base alla vostra esperienza, aggiungete voi altre situazioni che ritenete frequenti e/o gravi.

    Deciderete poi voi cosa fare dei risultati della vostra analisi. Buon lavoro!

    2.2 In trasmissione

    2.2.1 Devo avere risorse strumentali e capacità tecniche adeguate

    Idealmente, devo avere un ricevitore con eventuali filtri che mi consentano di ricevere distinguendo il segnale del mio corrispondente da altri segnali indesiderati a poche centinaia di Hertz l'uno dall'altro (a volte, a poche decine di Hertz). Nell'intellegibilità, gioca un ruolo importante anche la qualità dell'amplificatore a frequenza audio e l'altoparlante o, meglio ancora, le cuffie. Gli ultimi tre dispositivi che ho citato non dovrebbero essere gli stessi che si usano per l'audio Hi-Fi (l'alta fedeltà), che hanno banda passante troppo estesa. Dovrebbero avere una banda passante che si estenda da circa 300 Hz a qualche kHz, basterebbe anche solo arrivare intorno a 1,5 kHz, in questo modo non saremmo costretti ad ascoltare rumore al di fuori della sotto-banda audio di interesse per la telegrafia. Sotto i 300 Hz si ascoltano i ronzii legati alla frequenza della distribuzione di energia elettrica (50 Hz in Italia e in Europa) e alle sue armoniche (principalmente i 100 Hz), e i toni fondamentali dovuti al pilotaggio di alcuni attuatori (per esempio, lampade LED pilotate con modulazioni ad impulso). Sopra la frequenza massima del tono di telegrafia che voglio ascoltare (normalmente intorno agli 800 Hz ma qualche volta può essere poco sopra il kHz) si sente il rumore di fondo (fruscio), toni indesiderati e le armoniche generate dalla distorsione di segnali utili; insomma, tutta robaccia di cui faremmo volentieri a meno...

    Dopo queste considerazioni, vorrei anche contraddirmi, almeno in parte. Tra i maggiori vantaggi della telegrafia vi sono la semplicità e il basso costo dei mezzi tecnici necessari alla ricezione e alla trasmissione. In effetti, è un dato di fatto che si comunicasse in radiotelegrafia Morse ben prima di iniziare a comunicare in fonia. Bastava un trasmettitore a scintilla e un ricevitore semplicissimo. Ancora oggi, dal punto di vista didattico, è molto interessante costruirsi trasmettitori e ricevitori CW, disponibili anche in kit. Allora, che dovrei fare? Rinunciare alla sperimentazione e mirare a costosissimi ricetrasmettitori che posseggano tutte le caratteristiche di cui ho parlato prima? Ma noooo! Il mio equipaggiamento deve essere adeguato al tipo di collegamento che ho intenzione di effettuare. Diciamolo con una battuta: difficilmente con un ricetrasmettitore in kit cinese per il CW in 40 m vincerò un contest CQ World Wide nella categoria QRO, ma nemmeno nella categoria QRP, se non ne miglioro le prestazioni. Se mi interessa, invece, fare qualche collegamento con radioamatori non molto lontani da me, nei giorni feriali di basso traffico, sono sicuro che avrò delle belle soddisfazioni, anche oltre le mie aspettative.

    2.2.2 Devo avere capacità di decodifica e operative adeguate al tipo di QSO e al mio corrispondente

    Per fare un collegamento in telegrafia Morse devo essere in grado di decodificare (a mente oppure scrivendo su carta o su tastiera del PC) le lettere, i numeri, la punteggiatura, i prosign. Inoltre devo conoscere e saper riconoscere la struttura di base del QSO, il codice Q, le principali abbreviazioni telegrafiche. Se ascoltassi una chiamata a una velocità in cui io non possieda del tutto o in parte le capacità di base che ho elencato, dovrei astenermi dal rispondere, anche se nessuno me lo potrebbe impedire. Se decidessi di rispondere, il mio corrispondente se ne accorgerebbe subito (quando sarete più esperti, capirete anche come) e potrebbe liquidarmi velocemente con un 599, al quale risponderei allo stesso modo, oppure potrebbe cercare di facilitarmi rallentando la sua trasmissione e ripetendo più volte le informazioni importanti. In entrambi i casi, non ho fatto una bella figura con il mio corrispondente. Come regola generale, diciamo che risponderò a chiamate con velocità al massimo, entro un +10% rispetto alla mia massima velocità di buona comprensione, giusto per dare una prima indicazione. Piuttosto, sarò io, quando ne avrò la possibilità, a rispondere alle chiamate di chi trasmette molto più lentamente di me, cercando di mettere a proprio agio il mio corrispondente, cioè adatterò la mia velocità di trasmissione alla sua, ripeterò più volte le informazioni importanti e farò passaggi brevi trasmettendo poche informazioni per volta.

Tab. 2 - Codice Morse corrispondente ai principali segni di punteggiatura e prosign. I prosign vengono trasmessi come se si trattasse di un unico carattere, ovvero non si interpongono pause tra le lettere che li compongono. 

Punteggiatura o prosign

Codice Significato
 / –··–·  Barra, usata per separare prefissi o suffissi aggiunti al nominativo
 ? ··––··  Punto interrogativo
 . ·–·–·–  Punto
 , ––··––  Virgola
 BT (=) –···–  Fine del capoverso
 AR ·–·–·  Fine della trasmissione (seguirà ulteriore trasmissione)
 SK (VA) ···–·  Fine delle trasmissioni (non seguirà alcuna trasmissione)
 KN ·––·  Invito solo la stazione nominata a trasmettere
 BK ···–·–  Break, interruzione temporanea della trasmissione
 AS ·–···  Attendi!
 EEEEEEEEE ··········  Errore (almeno 6 "dit")

Ora vorrei affrontare l'argomento "decoder" che, sebbene sembri più legato alla ricezione, ha invece ripercussioni molto pesanti sulla trasmissione.

Benché esistessero già prima, dalla fine degli anni '80 fino ad oggi i decodificatori automatici di codice Morse (basati su scheda audio del PC o su circuiti dedicati) sono diventati sempre più popolari in quanto economici, facilmente accessibili e, ad occhi inesperti, anche di facile uso. Si è diffusa quindi la percezione che un valido decoder possa compensare la mancanza di abilità dell'operatore. Questa percezione è falsa, tant'è vero che e l'utilizzo di strumenti di decodifica automatica si è trasformato da possibile risorsa a serio problema nel mondo della telegrafia.

I decoder soffrono di problemi tecnici quali la sensibilità al rumore, al rumore impulsivo, al rumore atmosferico, alle interferenze, e della difficoltà o perdita di sincronismo, particolarmente accentuata nel caso di decodifica di trasmissione da parte di esseri umani, soprattutto se dotati di tasti verticali o semiautomatici. Gli operatori che usano i decoder sono molto spesso ignoranti in materia di struttura del QSO, educazione e comportamenti convenzionali, abbreviazioni e prosign, etc.  Inoltre, generalmente non sono in grado di intervenire manualmente con l'uso di un tasto in caso di urgenza, cosa che rallenta notevolmente le operazioni.

L'interazione delle difficoltà tecniche con quelle di capacità operativa rende i QSO degli operatori con decoder particolarmente inefficienti e fonte di disturbo per tanti altri operatori a causa della lentezza, delle incomprensioni e delle trasmissioni inutili (insistenza da frustrazione) che vengono generate. Ma i problemi non finiscono qui.

Molti operatori cercano di compensare l'inefficienza operativa aumentando la potenza di trasmissione. In questo modo, si amplificano anche i problemi già molto seri che si arrecavano all'intera comunità di telegrafisti, e che si aggravano a dismisura nei pile up: chiamate fuori tempo, mancanza del riconoscimento della risposta della stazione DX con conseguente aggiunta di chiamate inutili e QRM, trasmissione del proprio nominativo quando è il turno di qualcun altro, impossibilità di seguire le istruzioni della stazione DX, trasmissioni strampalate (basta sbagliare a clickare con il mouse), con conseguente nervosismo dei grafisti presenti e, spesso, della stazione DX che, portata allo sfinimento, deciderà per la QSY o il QRT.

Come vi avevo preannunciato, il decoder Morse contribuisce all'origine di notevoli difficoltà di trasmissione; bisogna adesso aggiungere che, in verità, non ne è la causa diretta che identificherei piuttosto nella nostra ignoranza e incapacità di operatori di usarlo correttamente.

Detto questo, non mi metto di certo a fare la morale a nessuno. Credo, come opinione personale, che i decoder possano anche aiutare chi si senta insicuro ma che, prima di usarli, si debba possedere una cultura di base e una capacità operativa consolidata nella telegrafia Morse.

2.2.3 Devo annotare e usare correttamente le informazioni che apprendo

Una prima parte del discorso mi sembra abbastanza banale: la comunicazione ha senso solo se vi è uno scambio di informazioni, quindi è raccomandabile annotarle e conservarle. Io, per esempio "copio a mente", cioè non scrivo tutto quello che mi viene detto, ma prendo solo appunti. In questo modo raggiungo velocità molto più alte di quelle che raggiungevo quando scrivevo tutto, lettera per lettera. In questo caso, bisogna anche possedere buone doti mnemoniche.

Devo usare correttamente le informazioni che apprendo, nel senso che devo sempre seguire le istruzioni e l'esempio dell'appellante; se non lo faccio, come al solito, si generano incomprensioni, rallentamento della comunicazione, senso di frustrazione del mio corrispondente e mio, disturbi nei confronti di terzi che, indispettiti disturberanno me, fino al collasso della comunicazione. 

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Nella seconda parte, che pubblicherò solo al manifestarsi di un qualche interesse nei confronti di questo primo articolo, cercherò di classificare i tipi di QSO e di esaminarne, insieme, la struttura.

Fonte: prodotto in proprio. Autore: ik1hge 

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