Finalmente è uscita la sentenza della Corte Suprema di Cassazione in materia di condominio che fa chiarezza nel settore delle compravendite immobiliari, soprattutto per chi acquisti un immobile in un'asta giudiziaria o fallimentare. Infatti, con la sentenza n. 10346-19, depositata in cancelleria (resa pubblica) il 12/04/2019, la Seconda Sezione Civile ha accolto il ricorso  7582-2015 proposto dal nuovo proprietario di un appartamento in un condominio di Torino contro la sentenza n. 1427/2014 della Corte d'Appello di Torino, depositata il 26/07/2014, che dava ragione al condominio stesso consentendogli di addebitare gli oneri condominiali insoluti del precedente proprietario al subentrante, comprese le spese addirittura antecedenti il biennio previsto dall'articolo 63 delle disposizioni di attuazione del codice civile. L'art. 63 citato (che in questo aspetto non è stato modificato dalla legge 220/2012), tra l'altro stabilisce anche che: