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Written by Roberto   
Saturday, 26 April 2014 15:52

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Last Updated on Saturday, 26 April 2014 16:11
 
Riviste di elettronica italiane PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Friday, 25 April 2014 11:06
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PROLOGO

Dunque, fatemi pensare: CQ Elettronica, Nuova Elettronica, Elettronica Flash, Elettronica Pratica, Fare Elettronica, Sperimentare, Elettronica Viva...

Sono solo alcune delle riviste che hanno popolato gli scaffali delle mie librerie. Ce ne sono tante altre, che ho avuto modo di sfogliare nella mia vita. Ma dove sono finite?

Qualche mese fa, vado dal mio edicolante di fiducia e non trovo esposta nemmeno una rivista che parli di elettronica. Allora gli chiedo dove le tenga, lui ci pensa un po' su e mi dice: "Non ne ricevo più nemmeno una, ma aspetta, cerchiamo con il computer, voglio ripristinare la situazione che c'era prima".  Insieme, cerchiamo le testate che man mano mi vengono in mente. Niente, non esistono più.

NUOVA ELETTRONICA

E' morta da tanto tempo Nuova Elettronica, che negli anni ottanta era una "Signora" rivista. Poi, negli anni novanta diventò più una rivistella per pigia-bottoni. Prima ti spiegava bene il funzionamento dei circuiti, transistor per transistor. L'elettronica l'ho imparata più su Nuova Elettronica che all'ITIS o al Politecnico. Successivamente, gli articoli hanno cominciato a dire cose del tipo: "Se pigi il pulsante rosso, si accende il LED giallo". Ma chi se ne importava? Erano arrivati i circuiti integrati VLSI, i microprocessori e, dopo, i microcontrollori. C'erano pochi circuiti e tanta programmazione. I progetti riguardavano sempre di più apparecchiature elettromedicali. Eh, peccato che noi eravamo audiofili, appassionati di informatica, radioamatori, gente del genere, spellafili di bassa lega, frequentatori di bancarelle dell'usato. Quando noi uscimmo dal tunnel dello Z80, dopo un periodo di sbandamento imparammo che il microcontrollore era il PIC. Il PIC, all'inizio faceva poco, ma era comprensibile, facile da programmare. Con quel poco noi facevamo tutto. E invece no, Nuova Elettronica ci bombardava con 'sti microcontrollori ST. E dire che io, nella seconda metà degli anni '90, lavoravo proprio là, alla SGS-Thomson, poi STMicroelectronics. Mi faceva piacere, allora, che si parlasse di prodotti "quasi" italiani. Eppure, quegli articoli non li leggevo nemmeno io e mi disaffezionavo dalla rivista. Non so cosa sia successo negli anni 2000, io credo di non averla mai più acquistata. Leggevo i titoli in copertina e, ovviamente, mi convincevo di comprare qualcos'altro...

CQ ELETTRONICA

CQ Elettronica rientrava un po' nella strategia dell'articoletto semplice, quello che richiedeva pochissima preparazione teorica per essere compreso. Mi sembrava che avesso preso un po' un ruolo parallelo alla Radio Rivista dell'ARI, che seguiva la stessa strategia. Forse mi sbaglio, ma ho ancora l'impressione che su CQ comparissero articoli che non avevano trovato posto su RR. Certe volte, però, CQ pubblicava degli "articoloni", magari a puntate, che riguardavano dei progetti bellissimi. Il primo che mi ricordi, è il TNC2 con lo Z80, e svariati amplificatori lineari nel periodo in cui mi piacevano le valvole. Pensandoci, non potrei che parlare bene di CQ Elettronica. Eppure CQ è scomparsa dall'edicola un anno fa.Ho letto che hanno rimborsato gli abbonamenti ancora in corso: grandi signori.

RESISTONO IN EDICOLA

In edicola rimane Radio Kit Elettronica, che per mia fortuna parla ai radioamatori, ma sempre con questa mania del progettino semplice e dell'articolo breve.

Trovo anche Elettronica In, sulla quale non ho ancora un'opinione, avendola acquistata solo un paio di volte.

Credo che ci sia qualche rivista per audiofili, che forse riporta anche qualche progetto. Io non leggo mai queste riviste: quando le ho comprate, ho trovato più pubblicità e articoli pubblicitari che altro.

RADIO RIVISTA

Radio Rivista, invece, non si vende in edicola, fino a poco tempo fa era intrappolata anche lei nella strategia dell'articoletto semplice, spesso scritto da dilettanti, come testimoniavano gli svarioni che mi divertivo a identificare. Non c'è niente di male, essendo l'organo ufficiale di un'associazione e non un prodotto commerciale. E poi, chissà quanti strafalcioni scrivo io stesso. Ma fare le pulci agli articoli tecnici, è un esercizio estremamente istruttivo. Per fortuna ho letto, recentemente, i risultati di un sondaggio in cui i lettori di RR richiedono di pubblicare più contenuti tecnici e un maggior supporto teorico. Potrà allora essere Radio Rivista che tornerà a farci crescere?

ALL'ESTERO

Un esempio, in Europa, esiste: RadCom, rivista dell'associazione del Regno Unito RSGB. RadCom pubblica articoli presupponendo che il lettore possieda almeno una cultura tecnica di base. Niente di così stratosferico, ma bisogna ammettere che, non sprecando spazio per rispiegare la legge di Ohm tutte le sante volte, riescono a scrivere cose interessanti.

Io ritengo ancora più interessante un'altra rivista straniera: QEX. Contiene progetti per radioamatori, commentati bene, con un giusto bilanciamento tra teoria e pratica e una grafica adeguata, anche se solo in bianco e nero. Finché il dollaro sarà debole, l'abbonamento sarà abbastanza a buon mercato. Oltre tutto, la pubblicazione è bimestrale (e quindi costa di meno perché sono solo sei numeri all'anno).

Purtroppo, RadCom e QEX sono scritte in inglese, quindi inavvicinabili per alcuni.

ALTRE CONSIDERAZIONI

Inoltre, oggi l'elettronica, anche quella analogica, si fa in gran parte con componenti programmabili tipo le arcinote FPGA per i circuiti digitali, e i P-SoC che fanno tutto (si legge pi-ess-ou-si, e significa Programmable System on Chip; si tratta di circuiti integrati che contengono un microcontrollore e circuiti analogici, per cui basta configurare il sistema disegnando lo schema elettrico e compilandolo, come se si trattasse di un programma, e si realizzano circuiti complessi per quasi qualsiasi tipo di applicazione). Beh, d'altronde, oggi ti vendono i componenti elettronici al dettaglio a peso d'oro e non è più pensabile di autocostruire per risparmiare. Quindi è caduta una delle principali motivazioni.

DIGRESSIONE (giusto per fare un polemicozzo inutile).

Pensate che i costi di produzione della componentistica elettronica, negli ultimi 20 o 30 anni  sono generalmente diminuiti. Per esempio, le industrie produttrici di semiconduttori riducono i prezzi del 3% - 4% all'anno, e vanno avanti così da sempre... Sono i distributori che incassano. Per esempio, vedo alcuni prodotti di cui conosco bene costo di produzione e prezzo all'ingrosso, venduti a 20 - 25 volte il prezzo praticato dal produttore. Certo la distribuzione al dettaglio ha un costo, ma forse certi margini di guadagno esagerati, alla lunga creano danno. Fine della digressione.

CONCLUSIONI

Continuerò a comprare e, soprattutto, a leggere le riviste di settore che rimangono. Continuerò a imparare dalla carta stampata, da Internet e dalle persone. Continuerò, quando posso, a scrivere sulla carta e su Intenet, e continuerò a condividere con le altre persone le mie esperienze. Continuerò così, e continuerò soprattutto a studiare, progettare, programmare e costruire come ho imparato anche dalle riviste di elettronica italiane, perché facendo così, ancora oggi sono i cinesi, gli indiani e i coreani ad aver bisogno di copiare i miei circuiti.

Last Updated on Friday, 25 April 2014 15:33
 
Mercatino Radioamatori a Moncalvo PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Sunday, 02 September 2012 17:18
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Mercatino radioamatori di MoncalvoPubblico qualche fotografia del mercatino di materiale radiantistico usato di Moncalvo, in provincia di Asti (mi piaceva scriverlo, prima che le province in Italia venissero abolite...) L'evento è organizzato dalla sezione ARI di Casale Moferrato (AL), che ricordo con qualche nostalgia, perché mi ammise all'associazione, anzi all'ARI Radio Club, all'inizio degli anni ottanta, quando ero ancora un bambino.sad

Le foto si riferiscono all'edizione di sabato 1 settembre 2012.

Moncalvo (AT)Se siete capitati qui tramite una ricerca su Google per capire se vale la pena di farsi qualche centinaio di chilometri per partecipare a questa manifestazione, mi permetto di suggerirvi di unire alla spedizione "radioamatoriale" anche quella enogastronomica: siete nel Monferrato, un posto dove sul mangiare e sul bere si fa sul serio cool

 Inoltre, nei dintorni, potete visitare posti suggestivi come il Santuario di Crea, giusto per citarne uno, e godere di bellissimi paesaggi.

 

 

 

Radio sotto i portici...

 

 

Moncalvo

 

 

 

 

 

 

 

Vecchie TV, telefoni...

Radio, accordatori d'antenna, amplificatori lineari...

Last Updated on Sunday, 02 September 2012 18:24
 
Il minuto più lungo PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Monday, 23 January 2012 17:15
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Da quanti secondi è formato un minuto? Credete sia semplice dare una risposta? Allora vi dico che dipende. Facciamo finta che sia una notte d'estate, quella tra il 30 giugno e il 1 luglio 2012. Stiamo aspettando che sull'orologio scocchino le ore 02.00.00. E' l'ultimo minuto, contiamo i secondi mano a mano che appaiono sul display: uno, due, tre.. cinquantotto, cinquantanove, sessanta. Sessanta? Ma, dopo il 59 non dovrebbe azzerarsi il contatore dei secondi e incrementarsi quello dei minuti? Stanotte no. Stanotte verrà aggiunto un cosiddetto "secondo intercalare" nell'ultimo minuto UTC (tempo universale coordintato). Siccome l'Italia è nel fuso orario che corrisponde all'ora UTC+1, e siccome d'estate avremo l'ora legale (ancora +1 ora, quindi siamo a UTC+2), questo secondo intercalare farà scoccare le 02.00.00 in ritardo. Scopo di questa correzione, è di compensare lo scarto che viene ad accumularsi tra la scala di tempo rotazionale di origine astronomica e la scala di tempo universale coordinato che si basa sul secondo TAI (Tempo Atomico Internazionale). All'ora sopraddetta, quando si inserisce il secondo intercalare, i segnali di tempo provenienti dall'Istituto Nazionale di Riceca Metrologica (INRIM), compresi quelli irradiati dalla RAI , quelli distribuiti sulla rete telefonica e quelli sulla rete internet via NTP sono pertanto ritardati di un secondo. Il minuto più lungo lo vivremo allora il giorno 1 luglio 2012. Mi raccomando, organizzatevi e cercate di fare qualcosa di bello...
Last Updated on Monday, 23 January 2012 17:41
 
The Researcher's Night is today! PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Friday, 23 September 2011 09:27

23 September 2011
320 European cities

The Researchers' Night is a Europe-wide event bringing together the public at large and researchers once a year on the fourth Friday of September. This year it takes place on 23 September in over 800 venues of  320 European cities in 32 countries.

During the Researchers' Night you will have the chance to discover research facilities that are usually not open to public (laboratories, research centres, museum collections ), to use the most recent technologies and instruments with the guidance of scientists, to participate in experiments, competitions and quizzes, to watch demonstrations and simulations, to exchange ideas and to party with the researchers. For one night, everyone can be a scientist.

 
Misure: la GUM - Guida all'espressione dell'incertezza di misura PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Friday, 16 September 2011 18:00
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Una notizia che forse passa inosservata, ma che mi dà l'idea di parlarvi di un argomento rilevante anche per i radioamatori: il BIPM, Bureau International des Poids et Mesures (l'Istituto di Pesi e Misure Internazionale) ha annunciato l'uscita del documento: 

JCGM 102:2011 - Evaluation of measurement data - Supplement 2 to the "Guide to the expression of uncertainty in measurement" - Extension to any number of output quantities.

Che vuol dire?

Beh, bisogna andare per gradi, e parlare di come si fa una misurazione, di qualunque natura essa sia (elettomagnetica, ottica, termica, meccanica, eccetera). In particolare, dovremmo cercare di renderci conto che non è mai possibile eseguire una misurazione e trarne una misura certa. Per quanto bravi si possa essere, e per quanto si possano utilizzare strumenti di ottima qualità, otterremo sempre la misura e un margine d'incertezza. Allora, ogni qualvolta facciamo una misurazione, dobbiano fornire tre informazioni: la misura (valore numerico), l'unità di misura e l'incertezza (con la stessa unità di misura oppure come percentuale). Per esempio, misuro la tensione di una batteria e ottengo:

1,490 V +/- 1%, oppure: (1,490 +/-0,015) V 

La vera domanda da porsi adesso è: come calcolo la misura e l'incertezza? Eh già, perché, per esempio, anche l'incertezza, molto spesso, è affetta da una sua incertezza!

Potremmo inventarci infiniti modi diversi, di esprimere queste tre informazioni. Si, certo, ognuno si potrebbe anche inventare un'unità di misura diversa. Vi immaginate che gran confusione? Vostra moglie vi dice di comprare un kilogrammo di pane, ma per voi un kilogrammo è, per esempio, la massa che corrisponde a un tir pieno di pane...

Per evitare questi inconvenienti, ci sono degli istituti di ricercatori specializzati in metrologia, la scienza delle misure, che definiscono le regole di comune accordo. In particolare, ci sono degli istituti più importanti, gli Istituti Metrologici Primari, quasi ogni nazione ha il suo, anche se alcuni paesi che non hanno sufficienti risorse economiche o intellettuali preferiscono appoggiarsi all'Istituto Metrologico di qualche paese più ricco. In Italia abbiamo l'INRiM di Torino, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, e l'ENEA per le sole radiazioni ionizzanti. Fino al 2006, invece, avevamo tre diversi istituti metrologici perché c'erano l'Istituto Metrologico Nazionale "Gustavo Colonnetti" e l'Istituto Elettrotecnico Nazionale "Galileo Ferraris" che poi si sono uniti nell'INRiM.

Un gruppo di Istituti Metrologici Primari ha costituito il Joint Committee for Guides in Metrology, il comitato per le guide in metrologia. Questo comitato mantiene aggiornata la famosissima e importantissima GUM, cioè la "Guide to the expression of uncertainty in measurement", Guida all'espressione dell'incertezza di misura. Questo è il vero e proprio "Manuale delle giovani marmotte" per chi debba fare delle misurazioni e quindi definisce, una volta per tutte, come si determinino la misura e l'incertezza.

Inoltre, il JCGM, mantiene aggiornata la VIM, "International vocabulary of basic and general terms in metrology", cioè il "Vocabolario Internazionale della Metrologia" che permette a tutti di parlare di misure nella stessa lingua, evitando gravi fraintendimenti.

Ora sappiamo che quando comunichiamo il risultato di una misurazione, dobbiamo fornire anche l'incertezza. Sappiamo che esiste un documento che ci indica esattamente come calcolare questa incertezza ma, in poche parole, di che si tratta?

L'incertezza può essere definita in modo cosiddetto "deterministico", cioè riusciamo a dire un intervallo attorno alla misura entro il quale è certamente compreso il valore vero della grandezza che sto misurando; alternativamente, l'incertezza può essere espressa in modo "probabilistico", cioè siamo in grado di dire con che probabilità (livello di confidenza) il valore vero cadrà all'interno dell'intervallo di incertezza che dichiariamo.

Per calcolare l'incertezza, devo tenere conto della maniera in cui tutti i fattori esterni incidono sulla misura. Mi spiego meglio: temperatura, vibrazioni, presenza di interferenze, umidità,  pressione atmosferica, assorbimenti dei materiali, effetti della luce, e altri infiniti fenomeni potrebbero influire sulla grandezza che state misurando. Le grandezze fisiche che possono influire sulla vostra misura si chiamano, appunto, grandezze di influenza.

Inoltre, se ripetiamo la stessa misurazione molte volte, otterremo quasi sempre un valore diverso della misura, per svariati motivi. In questo caso, possiamo fare la media, e quello sarà il valore della misura. E poi? Poi usiamo le regole della statistica e del calcolo delle probabilità. Se invece posso ripetere la misura poche volte, uso una tecnca che si chiama "inferenza statistica", che mi permette di generalizzare i risultati. (Quest'ultima cosa, non era tanto importante da dire, ma mi piaceva scrivere la curiosissima parola "inferenza", che volete farci, ho anch'io le mie debolezze... Embarassed

Allora, se calcoliamo l'incertezza a partire dalla ripetizione per tante volte della misurazione, si chiama incertezza di Tipo A, se invece utilizziamo dei dati caratteristici degli strumenti, dell'ambiente, dei materiali o di qualcos'altro, si chiama incertezza di tipo B.

Il documento appena pubblicato dal BIPM, che ho citato all'inizio di questo articolo, è un'estensione a casi di misurazione che non erano ancora stati trattati nella "Guida all'espressione dell'incertezza di misura" 

Con queste brevi note, per una volta, spero tanto di non avervi dato alcuna certezza... Wink 

Last Updated on Monday, 19 September 2011 22:08
 
Support ik1hge.com! PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Sunday, 26 June 2011 19:00
This is a low-cost web site, nevertheless it still costs something... If you want to give your contribution to mainteining ik1hge.com alive, just make a little donation, equivalent to a cup of coffee, by clicking the £Donate" button. The payment is managed by Paypal. Thank you! AI4YG (IK1HGE)
 
Aluminum antenna telescopic mast PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Thursday, 09 June 2011 18:40

Yes, I know, I must translate this article...

aluminum mast quagiAs most of my friends already know, I operate exclusively portable. For this reason, since I was tired of carring my old and heavy iron antenna mast, I decided to homebrew a telescopic mast made of aluminum, light and very robustSurprised.

Let me say it immediately: I did not inventanything new, I just copied and put in practice the descriptions that so many OMs published  in the web e in some hamradio magazines.

By publishing in my modest blog these few notes and the pictures of one of my new poles, I hope to be helpful to whoever needs to homebrew a portable antenna mast.

Aluminum is available in the form of 6 meter long pipes, therefore, finding some friends who wants to share

Last Updated on Thursday, 09 June 2011 19:39
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On the road again... PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Sunday, 14 November 2010 19:19

As announced, due to a host replacement (the computer hosting www.ik1hge.com), this web site had some difficulties in the latest 24 hours. Now, everything should be perfectly workable. Let me know if anything is still wrong...

Regards!

AI4YG

 
Antenna simulation: methods and software PDF Print E-mail
Written by Roberto   
Tuesday, 26 October 2010 20:23
IK1HGE_Udine_AlpeAdria_2010Here below, you can find the pdf file of my presentation at 39th Meeting Alpe Adria 2010, organized by ARI Section - Udine on Sunday October 24th, 2010. I'd like to take the opportunity of this announcement to thank al the friends in Udine, in particular Dino, IV3FDO, both for the invitation and for the great accommodation management, Fabrizio IV3DHD and his family for the friendship and their patience (I arrived 3 hours later than scheduled Embarassed), the manager of Udine ARI club and all the OMs who worked hard to set the conference room up. I must admit that I'm not a "professional thanker" Surprised, however, as I'm now on the run, I just can't 
Last Updated on Tuesday, 26 October 2010 22:05
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